Storia

Un pò di memoria storica

Nel 1872 San Giovanni Bosco dava il via all'opera che oggi è il "Don Bosco" di Sampierdarena. Il suo sviluppo, nel tempo, è stato continuo fino all'attuale complesso. Con l'aiuto della San Vincenzo, don Bosco, nel 1871, aprì una casa a Marassi, sul declivio orientale del Bisagno. Ben presto però si rese conto che il posto era inadeguato per crearvi un ospizio per artigiani e pensò alla zona di Sampierdarena. Le difficoltà nella nuova casa furono tante. Col tempo però tutto si sistemò. Fu reso agibile l'antico convento. Fu ampliata e risistemata la chiesa. A fianco della chiesa fu innalzata la prima costruzione. Intanto il numero di ragazzi aumentava: oltre all'ospizio destinato ai giovani orfani, si aprì subito anche l'oratorio festivo, dove accorse numerosa la gioventù in città. La generosità dei genovesi aiutò a superare la povertà dei mezzi e permise il lento, ma incessante adattamento dell'Opera, sensibile alle nuove emergenze.

La Scuola

A Sampierdarena la caratteristica prevalente fu la scuola di Arti e Mestieri. Seguendo poi l'evoluzione della scuola in Italia si succedettero il ginnasio, l'avviamento, la scuola media e le classi della qualifica professionale che preparava operai richiesti dal mondo del lavoro. Nel 1963 nacque l'Istituto Tecnico Industriale, per meccanici; poi si aggiunsero gli elettrotecnici, poi gli elettronici, poi gli in formatici. Fino a non molti anni fa, attestano i Salesiani che da tempo sono presenti nell'Opera, le grandi industrie genovesi si premuravano di chiedere al don Bosco gli elenchi dei ragazzi ancor prima che fonissero i loro studi, per assumerli subito nel mondo del lavoro.

Il passaggio di Genova da città industriale a città dei servizi, e la riforma scolastica che sembrava privilegiare i Licei, ha fatto si che nel 1991 nascesse anche un Liceo Scientifico. Nel 2000 sorse il Liceo Scientifico Sportivo che però ha avuto una breve durata. Infine sono sorte altre attività educative: nel 1998 nasce" L'Albero Generoso": il "nido", la scuola materna e la scuola primaria.

Sempre nell'alveo della scuola non possiamo tacere il Centro di Formazione Professionale nato nel 1999 e oggi fiorente con il Corso quadriennale, il Corso biennale e i corsi per gli Over18.

L'Oratorio

Oratorio è l'intuizione principale di don Bosco. Da qui prende l'avvio ogni sua opera. E' la casa dei giovani, il loro punto di ritrovo, ma non principalmente per "passare il tempo", ma per partire, per operare scelte di vita: l'Oratorio non è solo un "luogo", ma anche uno stile, lo "stile oratoriano" che è un modo di vivere, di impostare la propria crescita, anche a Sampierdarena l'Oratorio è la principale porta d'ingresso nel'lOpera don Bosco per valutare ed accedere alle varie offerte educative: iniziative culturali, sociali, ricreative; la scuola, il catechismo, l'associazionismo, la scelta di diventare animatore o ancor più entrare nella grande famiglia Salesiana come ex-allievo, cooperatore o , (perchè no?) come consacrato o consacrata. Dall'Oratorio nasce la Compagniateatrale il Sogno, il Coro, il Centro sportivo Paladonbosco e tante altre iniziative, sportive, ricreative e associative a favore dei ragazzi della zona e della città.

L'Oratorio è sicuramente una scuola di vita.

Da "Ospizio san Vincenzo de' Paoli" a "Opera don Bosco"

L'Ospizio di S. Vincenzo de' Paoli ospitava già 42 giovani nel 1872, che divennero 500 nel 1935. Il leggere, lo scrivere e far di conto era allora un dogma sociale. L'apertura del Ginnasio poi formò in tanti anni una schiera di ex-allievi che portano ancora nella vita indelebile il ricordo dello spirito di don Bosco. Oggi chi chiamiamo "Istituto don Bosco" in onore de fondatore e siamo rimasti fedeli alla alla consegna di porre attenzione all'emergenza e di dare risposte flessibili. Parlare del don Bosco di Sampierdarena è parlare della vita e della storia di un quartiere. Infatti da più di cento anni il don Bosco ha vissuto in simbiosi con il quartiere , gioie e dolori, comprese le due guerre e la fatica della ricostruzione , la migrazione interna del Meridione d'Italia; poi l'inizio della migrazione dall'Africa, dall'Asia e dall'Est Europa, e, dal 1996 lo stanziamento massiccio dei latino americani in particolare gli equadoriani. Sono passati oggi 138 anni. Sampierdarena si è dimostrata una scelta giusta, per la sua vocazione operaia e industriale. Un terreno ricco di futuro per i ragazzi di Don Bosco, che, sempre più numerosi, hanno costretto a pensare e ripensare le strutture, in funzione dei sempre nuovi sbocchi di lavoro. Il don Bosco è stato da sempre una "casa". Un solo dato: nell'immediato dopo guerra, al don Bosco sono stati ospitati, anche a mangiare e dormire, fino a 500 ragazzi! Dove trovavano i Salesiani le risorse immense per questi servizi? Noi diciamo: la Provvidenza. Tutta Genova ha sempre visto con grande interesse e amore lo sforzo di quest'opera. Oggi, per le difficoltà economiche generali, questa Provvidenza continua. Quanta storia nei cortili, fino a ieri polverosi, del don Bosco. Si può dire che tutti i Sampierdarenesi sono passati e cresciuti nell'Oratorio.